7 Aprile - Giornata mondiale della salute

La Giornata Mondiale della Salute quest’anno sarà dedicata alla Depressione. In quest’occasione voglio rivolgermi a chi ne soffre, o teme di soffrirne, e a chi è vicino a qualcuno che ne soffre. A chi sa cosa voglia dire sentirsi triste, stanco, apatico anche senza alcun apparente motivo. A chi si sente solo e inutile anche se è circondato da persone che lo amano, a chi si sente colpevole senza aver commesso nulla, a chi non riesce ad avere speranza e si sente senza vie d’uscita, impotente, inadatto alla vita. E’ questo, e molto altro ancora, soffrire di depressione.

E spesso di tutto questo ci si vergogna, si pensa che dipenda dalla propria incapacità di affrontare i problemi, da qualche difetto o mancanza che si è convinti di avere. A volte ci si sente dire che basta un po’ di buona volontà, che bisogna reagire, smettere di lamentarsi e fare qualcosa, alzarsi dal letto, pensare a chi sta davvero male. Come se la depressione non fosse una malattia, come se si potesse scegliere se essere depressi o no, come se a qualcuno piacesse esserlo. Invece no, non si sceglie la depressione, arriva e basta, a volte causata da esperienze di vita, altre volte solo dalla biologia, da alcune cellule del cervello che non funzionano come dovrebbero (esattamente come succede per le malattie “normali”, no?).

La depressione non si sceglie, ma si può scegliere di chiedere aiuto, di provare ad affrontarla, e magari vincerla. Si può decidere di meritare un’occasione, di darsi la possibilità di una vita serena. Non è facile per chi ne soffre trovare la forza di farlo, perché come ho detto ci si sente disperati, e talmente stanchi da non riuscire a fare nulla. Ma delle soluzioni esistono, e ognuno può cercare e trovare la propria. E’ importante rivolgersi alla persona giusta, a qualcuno che sia competente certo, che abbia la formazione necessaria, ma non solo: è altrettanto importante sentirsi accolti, compresi, non giudicati, a proprio agio.

Ed è importante anche, quando serve, accettare di assumere i farmaci adeguati, proprio come accettiamo di fare per l’influenza, o la polmonite. La giusta terapia farmacologica, in queste situazioni, aiuta le persone proprio a trovare l’energia e la lucidità necessarie per lavorare a livello psicologico. Come chi ha una gamba rotta deve usare due stampelle per camminare finché la frattura non guarisce, chi ha una depressione importante deve usare le sue due stampelle, il farmaco e la psicoterapia, finché le sue ferite non si rimarginano. Per ricominciare a camminare, a correre, con le proprie gambe.